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Quanto vale un sito?

Pubblicato il 25 settembre 2008 in Articoli | Tags: ,

Quanto vale il mio sito? Alcuni servizi online provano a rispondere con risultati anche molto diversi. Ma come si può calcolare il valore del proprio sito internet? E ancora, quanto si può guadagnare con un sito? Alcune considerazioni per i neofiti dell’online advertising…

La premessa doverosa è che stiamo parlando di siti come magazines, blog o spazi personali che forniscono i contenuti gratuitamente e che basano i loro introiti sulla pubblicità nelle sue varie forme; escludiamo quindi i siti di e-commerce e quelli che offrono ai propri utenti servizi a pagamento.

E’ difficile, soprattutto per i non addetti ai lavori, dare la stima del valore di un sito internet.

Vi sono alcuni servizi online che provano a farlo tenendo in considerazione una serie di fattori: età, traffico, page rank, numero di backlink, ecc.

Tra questi vi sono:

In generale il valore di massima di un sito si può calcolare sulla base dell’aspettativa sui guadagni futuri, considerando i ricavi fatti in un arco di tempo di 1-3 anni, a seconda dell’anzianità del sito e della stabilità delle entrate, e sottraendo le varie spese (hosting, gestione, pubblicità acquistata).

E’ questo l’approccio usato da Cubestat e WebsiteOutlook, che a partire dal numero di pagine visitate - statistica fornita da QuantCast - considerano un CPM medio - cioè il guadagno ogni mille pagine visitate - di 3$ e lo moltiplicano per un periodo di due anni.

Ma quanto si può guadagnare con un sito?

In generale non ci sono regole fisse. Il valore del CPM (introiti ogni mille pagine visitate) può andare da 0.5€ a 20€ e anche di più, a seconda di molti fattori, tra cui:

  1. il numero di visitatori / pagine visitate
    Ovviamente gli introiti di un sito aumentano con il numero di pagine visitate. La proporzione non è però lineare, poiché dipende dal tipo di traffico. Ad esempio i visitatori abituali o i membri di un forum hanno generalmente un livello di attenzione minore verso le pubblicità.
  2. la tipologia del sito e il mercato di riferimento
    Con ogni probabilità un motore di ricerca per la compravendita immobiliare avrà più speranze di guadagno rispetto ad un forum dedicato ai fans di un cartone animato; un portale di news su nuovi prodotti elettronici avrà visitatori più interessati ad un possibile acquisto rispetto ad un servizio di chat o instant messaging.
  3. l’ottimizzazione delle pagine
    A parità di contenuto, una pagina ottimizzata può rendere anche 10 volte di più della stessa pagina "buttata lì" senza particolari attenzioni.

Un’altra domanda che molti si fanno è: conviene mettere la pubblicità sul mio sito?

Occorre giudicare caso per caso.

Personalmente credo che vi siano due principali casi in cui non è molto conveniente avere pubblicità :

  • Nel caso di siti aziendali che promuovuono i propri prodotti: se vi sono pubblicità, il visitatore può avere la sensazione che l’azienda sia molto "professionale" e che non punti unicamente sul proprio "core business", senza contare che utilizzando pubblicità contestuale - tipo Google Adsense - si visualizzeranno con ogni probabilità gli annunci della concorrenza.
  • Nel caso di siti con un traffico molto limitato. In questo caso le potenzialità di guadagno possono non giustificare il tempo e le risorse necessarie alla gestione - anche solo contabile e fiscale - di servizi pubblicitari.

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